giovedì 24 dicembre 2020

COVID 19 . SAPPIAMO DAVVERO TUTTO?

 È minuscolo, al massimo 200 nanometri (ossia 0,2 micron). Ha la classica “coroncina” composta dagli spike, gli uncini che gli servono per arpionare la cellula da infettare. Come tutti i virus, non può esistere senza l’ospite perché per riprodursi usa le nostre cellule. Si potrebbe dire che non è nemmeno propriamente un essere vivente, ma certo fa di tutto per esserlo, e non si ferma se non impedendogli di saltare da un ospite all’altro.

Il Sars-Cov-2, responsabile della pandemia di Covid che sta colpendo duramente il pianeta ormai da dieci mesi, potrebbe essere il protagonista di un romanzo a suspence: la sua famiglia è arcinota, i coronavirus responsabili di patologie gravi come la Mers e la Sars ma anche dei banali raffreddori (ce n’erano già sei conosciuti in grado di infettare l’uomo, questo è il settimo), visto al microscopio sembra un cugino molto somigliante ai suoi predecessori, eppure è ancora un mistero su diverse, cruciali questioni.

Caratteristiche generali

Sfuggente, dalle manifestazioni cliniche più diverse, contagiosissimo, subdolo. L’intuizione di Stephen King in uno dei suoi più celebri e terrificanti romanzi, ‘L’ombra dello scorpione’, che sembra farsi realtà: a mettere in ginocchio il mondo, in un futuro prossimo che speriamo non arriverà mai, non sarà secondo lo scrittore una nuova peste nera, una piaga fatta di sangue, di bubboni, di orrore, ma un banale, apparentemente familiare raffreddore (fuggito da un laboratorio).

Perché questo coronavirus ha tutto per essere pandemico, sembra fatto apposta si potrebbe dire, se non si rischiasse di scivolare nel complottismo. Quando si è affacciato alle cronache mondiali aveva davanti a sé una platea di sei miliardi di esseri umani tutti suscettibili di contrarre l’infezione, ammassati, in movimento, disabituati da decenni di relativo benessere sanitario (ovviamente parliamo dell’Occidente “ricco") a curare l’igiene (quella vera, fatta di disinfettanti, non di profumi alla moda) e a temere le infezioni respiratorie.

Con un tempo di incubazione molto più lungo, da 2 a 14 giorni, rispetto ai suoi “parenti” già noti. E con la capacità di contagiare che, a differenza per esempio della Sars, molto più letale in assoluto ma con le polveri bagnate proprio per questo, scatta già in fase di incubazione e si fa massima poco prima della comparsa dei sintomi, quando il positivo ignaro conduce ancora una vita normale.

È il motivo principale per cui la Sars ha fatto "solo" 8mila casi e 774 decessi: l’isolamento del malato è molto più semplice, perché quando è contagioso è anche fortemente sintomatico. Ed ecco perché, malgrado i controlli negli aeroporti di tutto il mondo e i termoscanner diffusi ormai anche nel negozio sotto casa, il Covid-19 viaggia oltre i 35 milioni di casi e il milione di vittime in tutto il pianeta.

Tutto ebbe inizio a Wuhan

Tutto comincia lo scorso inverno a Wuhan, 11 milioni di abitanti, metropoli moderna adagiata tra il Fiume Azzurro e il fiume Han, a 1.100 chilometri da Pechino. Da lì, per l’esattezza dal grande ‘wet market’, mercato del pesce e di altri animali vivi nel cuore della città, il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi comunicano finalmente al mondo che c’è un virus nuovo, che scatena feroci polmoniti con esito anche fatale.

Oggi sappiamo che questo annuncio è venuto con colpevole ritardo: in Francia già il 27 dicembre è stata appurata la positività di un uomo con polmonite bilaterale ricoverato a Parigi e senza alcun contatto con Wuhan o con la Cina in generale. E in Italia una ricerca pubblicata ad agosto dall’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato che il virus dimorava tranquillamente nelle acque di scarico a Milano e Torino addirittura il 18 dicembre.

E un altro studio ha individuato tracce di Rna virale nelle acque reflue di Roma e Milano a febbraio, giorni prima che, il 24 febbraio, la scoperta del ‘Paziente 1’ a Codogno aprisse ufficialmente la stagione dell’epidemia in Italia. Ma da dove viene il virus? Si suppone un contagio zoonotico, ossia il passaggio da un animale all’uomo: probabilmente un mammifero, forse lo zibetto come per la Sars, oppure più probabilmente il pipistrello.

Improbabile sia un “virus chimera” creato in laboratorio: questi prodotti ingegnerizzati infatti contengono frammenti di acido nucleico da più virus diversi, mentre il Sars-Cov-2, come dimostrato da una ricerca pubblicata su Nature Medicine, ha un genoma che non deriva da nessun ceppo virale precedentemente utilizzato. In ogni caso, a oggi non conosciamo la data di nascita del nostro minuscolo nemico, né i genitori, né come è venuto alla luce.

Trasmissibilità molto alta

Un campo su cui sappiamo molto invece, purtroppo grazie all’osservazione diretta, è quello della sua trasmissibilità. Secondo l’Oms, il tasso netto di trasmissione va da 1,4 a 3,8. Significa che nelle condizioni peggiori, e senza alcun controllo sulla pandemia, ogni malato è in grado di contagiare quasi 4 persone. Il che consentirebbe una crescita esponenziale, come abbiamo drammaticamente constatato a marzo, senza le misure di contenimento adottate.

Il contagio avviene prevalentemente attraverso i droplets, le goccioline del respiro della persona infetta, che vengono espulse con tosse e starnuti o anche con la normale respirazione, parlando, ansimando, cantando. Le porte di ingresso sono bocca, naso e occhi. Basta stare vicino a un positivo (a meno di 1-1,5 metri, ma le variabili sono molteplici, a partire dalla dicotomia spazio chiuso-spazio aperto) per rischiare.

A luglio inoltre l’Oms ha pubblicato un documento in cui finalmente accetta la possibilità che oltre al contagio “ravvicinato” ci sia il rischio di infezione da aerosol, ossia da micro-goccioline inferiori ai 5 micron in grado di rimanere sospese nell’aria e diffondersi a maggiore distanza. Già a marzo uno studio del Cdc americano aveva riportato il caso di un coro di 61 persone tra cui c'era un positivo asintomatico: dopo due ore e mezzo di prove si sono registrate 32 infezioni certe e 20 sospette.


domenica 27 luglio 2014

COSTA CONCORDIA

Oggi è un giorno che non può certo essere definito come lieto fine, perché non c'è nessuna possibilità di essere felici, festeggiare o fare cerimonie di gioia quando andiamo a chiudere una vicenda che ha avuto 33 morti. Oggi è il giorno del ricordo delle vittime e della gratitudine verso il Giglio», ha detto il premier.

«È il momento della gratitudine per chi ha fatto l'impresa, per team di ingegneri che ha studiato una soluzione inedita. La qualità straordinaria di tante persone ha riportato qua la nave dopo l'errore di qualcuno, non possiamo dire che ha rimediato, ma...», ha detto ancora il premier.

Nella vicenda della Concordia «l'errore è stato dell'Italia» e questo «sarà definito in sede penale» ma «quello che è stato fatto ora», con il recupero del relitto «non era mai stato fatto prima. Sta roba qua siamo riusciti a farla solo noi italiani con ingegneri straordinari», ha sottolineato Renzi. «Abbiamo dimostrato di poter essere reattivi e soprattutto attrattivi per gli investimenti internazionali», ha aggiunto.

«Non c'è la possibilità di essere felici quando si arriva a chiudere una vicenda che ha portato a 33 morti. È il giorno del ricordo delle vittime e della gratitudine agli abitanti del Giglio e a tutte le forze di polizia e di volontariato. Non è il giorno della conclusione di questa storia, ma è un nuovo inizio», ha sostenuto ancora il premier. «Grazie alla protezione civile, hanno preso molto vento in faccia, ma oggi è una giornata di festa», ha continuato. Il premier ha ringraziato in particolare Franco Gabrielli per il lavoro fatto per la Concordia. «Il capo della protezione civile Franco Gabrielli è stato il regista di
un'operazione molto complessa. Ha sopportato qualche cattiveria di troppo, ma ci è abituato. Ha la scorza dura», ha affermato Renzi.

«I francesi devono fidarsi di noi», ha quindi sottolineato Renzi, riferendosi alle polemiche sull'aspetto ambientale fatte dal ministro dell'ambiente Segolene Royal. E poi, ha ricordato il premier, oggi a Parigi c'è profumo d'Italia con Vincenzo Nibali al Tour.

«La Concordia oggi è in porto a Genova: il porto di Piombino non era assolutamente in grado di accoglierla. Ma non lo abbandoneremo, smantellerà due navi militari», ha poi osservato il premier.

martedì 9 luglio 2013

Giustizia.

Riforme: Ingroia, è progetto piduista - ROMA, 9 LUG - Antonio Ingroia lancia una campagna politica contro ''lo stravolgimento della Costituzione in atto e per impedire l'attuazione dell'antico progetto piduista di Gelli per realizzare una repubblica presidenziale ed abolire qualsiasi controllo parlamentare e tantomeno di legatità sull'attività del governo''. Questo il contenuto di una conferenza stampa indetta da Antonio Ingroia con al partecipazione di Antonello Falomi e Tiziana Silvestri, responsabile giustizia di Azione Civile.

giovedì 22 marzo 2012

Viaggio in Cina

La Cina ,Repubblica Popolare Cinese, risulta avere:
- superficie: 9,6 milioni di km quadrati
- popolazione: 1,3 miliardi (94% etnia Han, il resto si divide in una 50ina di minoranze)
- capitale: Beijing (13 milioni)
- lingua: cinese
- religione: essendo un regime comunista, ufficialmente l'atesimo va per la maggiore, ma in realtà oggigiorno c'é "libertà" di culto (buddhismo, taoismo, confucianesimo, islamismo e chi più ne ha più ne metta. Se però siete seguaci della setta Falung-Gong sono azzi vostri)
- governo: come detto dalla guida di Beijing: "dittatura democratica"... no comment

   Le ore di differenza rispetto all'Italia sono +7; quando noi adottiamo l'ora legale, ovviamente si arriva a +6. "Fortunatamente" la guida é a destra, ma l'informazione non dovrebbe incoraggiare eventuali aspiranti a noleggiare un'auto e gironzolare per la Cina: a parte che non é possibile (al massimo potete acquistarne una, ma non vorrei MAI andare incontro alle incombenze burocratiche), il traffico é una cosa INIMMAGINABILE. Distanze di sicurezza inesistenti; sorpassi a destra, sinistra, sopra e sotto; uso del clacson sempre e comunque (se non suoni non sei nessuno, ma dato che lo usano tutti...); nessun apparente limite di velocità; circolazione senza fari accesi a sera inoltrata (specie da parte degli autobus); caccia al pedone - sul parabrezza non é affisso il disco orario ma un mirino - dato che le strisce pedonali, quando ci sono, vengono sempre ignorate; frenate al limite (le staccate di Valentino Rossi sono da dilettante); incroci di strade sopraelevate che fanno sembrare Tokyo una cittadina di periferia e via dicendo. Strano ma vero, i semafori sono come quelli argentini: il vostro é posto al di là dell'incrocio, e ciò spesso significa ad una 30ina di metri di distanza, dato che gli incroci cinesi sono un "poco" grandi. Completano il quadro sporadici cartelli stradali coi "sottotitoli" in inglese.

   Come per il Giappone, le auto cinesi sono incredibilmente brutte. La fa da padrona la VW Santana (non ha nulla a che fare con l'omonimo chitarrista, fortunatamente per lui), che vedrete anche sotto i sassi per l'incredibile e capillare diffusione. Di recente é uscita la Santana 2000, evoluzione della specie (una specie di Jetta peggiorata...). Non aspettatevi di vedere Fiat in giro, sebbene ci siano fabbriche sparse per la Cina: in tutto il tour ho visto 1 Uno, 1 Palio e un'altro modello che ho cancellato dalla memoria. Circolano invece tanti furgoni Daily. Abbastanza diffuse sono le altre marche tedesche, ma acquistate naturalmente solo dai cinesi benestanti. Menzione d'onore finale per la moto Suzoki (NON é un'errore di battitura!), indicatami da Nicola la prima sera a Suzhou: fantastica!!

   Paragrafo a parte meritano le spine elettriche (l'elettricità é a 220 volt, 50 Hz). Ce ne sono di 4 tipi: 3 spinotti rettangolari, 3 spinotti tondi, 2 spinotti piatti senza messa a terra e 2 spinotti piccoli tondi (come da noi). Negli alberghi di una certa levatura dovreste poter trovare adattatori senza problemi; per non avere soprese io mi rado sempre e solo a mano, e faccio conto sull'asciugacapelli della camera (quando funziona).

   A parte le considerazioni sul clima, per scegliere in quando visitare la Cina bisognerebbe evitare la prima settimana di Ottobre, quando c'é la Festa Nazionale che celebra la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Voi non potete avere la minima idea dell'affollamento che trovereste in ogni luogo, in ogni tempo: una compatta e apparentemente infinita muraglia umana, di tutte le età, che vi impedirà di godervi qualsiasi luogo decidiate di visitare. Ovviamente esistono altre feste, ma non so se parimenti foriere di tali ingorghi umani:
- Capodanno (occidentale): 1 gennaio
- Festa della primavera: ovvero il capodanno cinese. Si tiene il 1° giorno della 1° luna, secondo il tradizionale calendario lunare.
- Festa internazionale delle donne lavoratrici: 8 marzo
- Festa internazionale del lavoro: 1 maggio
- Giornata della gioventù: 4 maggio
- Giornata del fanciullo: 1 giugno
- Fondazione del Partito Comunista Cinese: 1 luglio

   In Cina lo sport nazionale ufficioso é lo sputo. Sì, avete letto bene: specie a Beijing sarà impossibile camminare per le strade senza sentire dietro o davanti a voi quel gradevole suono di risucchio polmonare, seguito dall'espettorazione del bolo più o meno catarroso. Ogni tanto la 2° parte non c'é, forse perché il proprietario non giudica meritevole dell'asfalto il prodotto dei suoi sforzi. Oppure vi capiterà di notare qualche conducente che, inbottigliato nella solita coda, pensi di impiegare proficuamente il tempo per allenarsi nella specialità "sputo in lungo". Le ragioni di tale usanza mi sfuggono, e per non urtare la sensibilità di nessuno non ho chiesto ad alcuna guida l'origine di questa ripugnante consuetudine. Se volete un consiglio, state attenti agli autobus coi finestrini abbassati: potreste essere fatti oggetto di un tiro incrociato. Per fare da contrappeso: non soffiatevi il naso a tavola perché é considerato molto sconveniente... Altra cosa assolutamente da evitare é, durante i brindisi, esordire con la famigerata formula "Cin cin!": usate la versione locale che suona più o meno "Kampé" (significa svuotare i bicchieri tutto d'un fiato; la cosa presenta alcune difficoltà quando nel bicchiere avete del gasolio... ehm, volevo dire: la grappa locale).

   Altra imperativa considerazione di carattere sanitario é la non potabilità dell'acqua del rubinetto. E' una cosa decisamente sconvolgente per noi occidentali, ma laggiù le cose vanno così, e non c'é niente da fare. Nelle camere d'albergo ci sono generalmente 2 bottigliette gratis di acqua purificata oppure una caraffa. Sia le bottigliette che il contenuto della caraffa vengono rinnovati una volta al giorno, in caso di consumo. Solo nell'hotel di Beijing (non a caso gestito da giapponesi) ho trovato un cartello che informava di come l'acqua del rubinetto fosse purificata, quindi bevibile. Se avete sete durante le escursioni, o di sera mentre passeggiate lungo le vie di qualsiasi città cinese, avrete l'imbarazzo della scelta per comprare le bottiglie di plastica (ne ho viste fino ad una capacità di 600 ml.). Specie nelle città più "piccole" le vie mi sono parse una teoria ininterrotta di negozi, che al 95% vendevano bevande! Ovviamente devo avere avuto un'impressione sbagliata, ma vi assicuro che sembrava così. Il costo varia dai 0,9 yuan cad. nel mega supermercato di Suzhou, ai 5 yuan in non mi ricordo più quale sito turistico. Quindi, compratele sempre PRIMA di entrare da qualche parte!!

   Avete 2 possibilità per telefonare a casa: chiamare dalla camera d'albergo, a costi ovviamente maggiorati (non so dire quanto) oppure usare una carta a microchip, che potete acquistare in diversi posti. Nella hall degli arrivi dell'aeroporto di Beijing ci sono banchi appositi (credo anche a Shanghai, ma non ne sono sicuro), le reception degli alberghi saranno lieti di fornirvela, oppure potrete rivolgervi alla vostra guida. I tagli di cui sono a conoscenza sono 2: 100 yuan e 50. Sono utilizzabili sia dai telefoni nella hall degli alberghi sia nei telefoni pubblici (sono molto diffuse anche tra i cinesi stessi). Ogni qualvolta inserite la scheda nel telefono compare il credito residuo (ogni minuto vengono addebitati circa 12 yuan: non fate come me, che per ben 2 volte ho fatto conversazioni di poco più di 1 minuto...). Attenzione a come inserite la carta a chip: a Xi'an il telefono nella hall dell'albergo richiedeva che il chip guardasse verso il basso, al contrario di tutti gli altri telefoni fino allora incontrati. Esiste una 3° possibilità: acquistare le carte prepagate, normali pezzi di plastica con istruzioni per digitare una serie di codici al fine di poter telefonare a casa. Dato che mi sembrano molto più complicate delle summenzionate carte a chip, vi sconsiglio di comprarle.

venerdì 16 marzo 2012

Viaggiare in Italia

Viaggiare in Italia. Viaggiare è uno dei modi più nobili per crescere conoscendo mondi e culture diversi, il nostro paese è uno dei più belli al mondo, e le nostre città sono un vero e proprio gioiello. PPer capire il nostro mondo, le nostre radici, non possiamo non soffermarci a pensare al nostro passato, impregnato di ricordi, in una strada, una chiesa, un monumento, nella storia stessa di luoghi. Se tutte queste cose potessero parlare! Ma un po' lo fanno, se li si osserva bene, e se si è pronti a vedere dietro le apparenze. In questa sezione troverete articoli su più di 130 città e cittadine Italiane con descrizioni, luoghi da vedere e mappe delle città. Tante miniguide e idee per il vostro viaggio alla ricerca dei tesori del nostro pause unico! Se volete aggiungere un vostro racconto di viaggio.